ANTEPRIME VINI TOSCANI Febbraio 2017

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Febbraio Grande Toscana … grande inizio di Anteprime

 

Domenica 12 febbraio Chianti Lovers a Firenze – Fortezza da Basso

Lunedi’ 13  e martedi’ 14 febbraio  Il Consorzio Chianti Classico  Gallo nero presenta la nuova collezione a Firenze alla Stazione Leopolda

Domenica 12 e mercoledi’ 15 febbraio grandi giornate dedicate alla Vernaccia di San Gimignano

Giovedi’ 16 Febbraio anteprima vino nobile di Montepulciano nella Fortezza di Montepulciano. 45 Aziende faranno conoscere le nuove annate di questo grande vino.

Dal 17  al  20 febbraio Benvenuto Brunello a Montalcino sara’ aperto  anche ai privati i biglietti si possono acquistare  on-line

Champagnes sorprese e conferme – Degustazione n. 1

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Lo champagne amato, odiato desiderato… poliedrico nelle sue mille versioni, compagno di ogni festa che si rispetti … Natale, Capodanno e … tra pochi giorni protagonista della festa degli Innamorati

Sono stata invitata a partecipare ad una esclusiva  “tasting room”, e vorrei ringraziare chi  mi ha invitata e soprattutto chi, ha ritenuto che il mio modesto parere potesse essere importante al fine della valutazione di alcuni champagne.

Prima di elencare alcuni degli Champagnes degustati, qualche nota doverosa sulle zone di produzione.

La Champagne beneficia di una doppia influenza climatica (continentale ed oceanica)

Il territorio e’ sufficientemente irto e collinoso per permettere una buona insolazione delle vigne e facilitare il drenaggio dell’eccesso di acqua. Per riassumere, insomma  i tre componenti principali del territorio della Champagne sono:

clima – suolo e sottosuolo – rilievi

 i quali,  creano una combinazione specifica, un mosaico articolato di micro terroirs dalle caratteristiche uniche al mondo ma, diverse nelle varie zone di produzione della Champagne.

In Champagne esistono tre “appellations d’origine controlee”:

l’A.O.C. Champagne –  l’A.O.C. Coteaux Champenois, vini rossi rose’ o bianchi elaborati con le stesse uve dello champagne   – l’A.O.C. Rose’ de Riceys vini rosati tranquilli provenienti esclusivamente dal Comune di Riceys nell’Aube.

Le zone di produzione:

Montagne di Reims 98 Comuni 8238,70 ha di vigneti di cui 25,12% chardonnay 33,62% pinot meunier 41,08 % pinot noir.

E’ il regno del pinot nero,  il suolo, gessoso in profondità assicura un ottimo drenaggio e dona ai vini aromi fini e note di frutti rossi più forti e più colorati rispetto a quelli del sud. Qui il pinot nero e’ potente e di struttura.

Lo sapevate che i crateri di Reims (Patrimonio mondiale dell’Unesco) sono utilizzati come “Caves” dalle Maison di Champagne ? Si tratta di km e km di tunnel sotterranei situati a 38 km di profondita’ risalenti all’epoca gallo-romana  (visitabili su prenotazione…con molto anticipo … alla Maison Ruinart la visita alle caves costa circa 70 Euro comprensiva di degustazione di due champagne. Ed e’ un’esperienza unica ! )

N.b. Les caves quest’anno rimarranno chiuse fino al 17 di marzo quindi se pensate di organizzare un viaggio in quel periodo prendetene nota….

Vallée de la Marne 100 Comuni 11979,70 ha di vigneti di cui 16,41% chardonnay 60,44% pinot meunieur 23,06 % pinot noir.

La zona vicino ad Epernay e’ chiamata Grande Vallée de La Marne. I terreni sono argillosi e calcarei a tendenza marnosa o sabbiosa. I vini qui hanno bouquet fruttati e una elevata morbidezza. Prevalenza di coltivazione di pinot meunier. (A differenza del pinot noir il pinot meunier e’ piu’ rustico e potente)

Cotes des Blancs 58 Comuni 6405,ha di vigneti di cui 84,25% chardonnay 8,22% pinot meunier 7,37% pinot noir.

A sud di Epernay e’ la Regione dei “blanc de blancs” elaborati unicamente a partire da chardonnay . I terreni gessosi assicurano elevate riserve d’acqua e trattengono bene il calore. I vini qui hanno aromi leggeri e delicati e sono fini ed eleganti .

Cote des Bar 63 Comuni 7778,30 ha di vigneti di cui 9,81% chardonnay 3,45% pinot meunier 85,64% pinot noir.

I terreni, marne argillo-calcaree che si alternano a marne prive di calcare. Questo territorio da’ pinot neri leggeri (quelli di cui le Maisons hanno bisogno per dare freschezza alle loro cuvee)

Tipologie di Champagnes:

Sans anées- sono gli champagne piu giovani e freschi i piu’ rappresentativi delle Maison

Millesimati (o Vintage nei paesi anglosassoni) – sono gli champagnes provenienti da una unica annata

Blanc de blancs elaborati con uve unicamente bianche

Blanc de noirs elaborati con uve unicamente a buccia nera pinot noir e/o pinot meunier (ricordate che la polpa di queste uve e’ sempre bianca!)

Rosè realizzati tramite macerazione o con l’aggiunta nella cuvee di vino base rosso o rosato (particolari i Rosè “de saignée” elaborati per salasso del pinot nero e i rose’ “oeil de perdrix” elaborati con breve macerazione del pinot nero)

Crémant viene elaborato con una pressione debole che non puo’ essere inferiore a 3 atm e mezza a 20 gradi centigradi inoltre, viene abbassata la quantita’ di zucchero aggiunto al tiraggio. Il Cremant puo’ essere rose’, millesimato, blanc de blanc e blanc de noir che e’ estremamente raro.

Le cuvées speciali  sono elaborate da alcune Maison e alcuni vignerons . Non ci sono regolamentazioni particolari. Sono cuvée che contengono vini da annate particolarmente vecchie, millesimi particolari, immessi sul mercato dopo 10-20-30 anni o anche piu’. Al fine di sottolineare l’unicità’ di questi champagnes vengono ideati nomi prestigiosi e altisonanti.

Biologici prodotti in piccole quantita’ ma in continua crescita.

Casher elaborati secondo le regole della comunita’ Ebraica

Le fasi di produzione dello champagne le troviamo su qualsiasi sito che parli di champagne per cui ….

 

Conservazione e temperatura di servizio

I produttori consigliano di conservare lo champagne a 10-12 gradi al buio, (l’umidità non nuoce a patto di non essere eccessiva ..) per quanto riguarda la posizione nella quale conservare le bottiglie i produttori ci hanno consigliato di conservarle possibilmente in orizzontale.

La temperatura ideale per il servizio dello Champagne e’ tra i 7 e i 9 gradi. Si possono servire a 10 / 12 gradi gli champagne rose’, i millesimati e gli champagnes “vecchi” che hanno bisogno di aerazione per esprimere gli aromi.

 

Qui sotto il curioso effetto ottico a Mareuil- sur- Ay guardando a sinistra (inclinando la testa)  si vede un flutes,  a destra una bottiglia riflessa sull’acqua.

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Gli Champagnes degustati 

Aubry  Fils Brut tradition  a  Jouy – Les-Rhemes Pinot meunier pinot noir e chardonnay 18-24 m. sui lieviti. Bel Perlage fine e abbastanza persistente note fruttate pesca bianca fresco piacevole Molto elegante

Gaston Chiquet Brut Tradition Vigneti situati in Hautvillers Dizy e Mareuil-sur-Ay.  Pinot Meunier Chardonnay e pinot noir con addizione di vini di riserva provenienti da annate precedenti,  bel perlage bollicine non finissime ma persistenti , marcati sentori di frutta secca (albicocca) bella persistenza e sfiziosa sapidita’.

Leclaire – Thiefaine Blanc de Blancs Sans Année – Vigneti in Avize e Cramant. Chardonnay 100%  Bollicine non troppo persistenti ma fini e numerose aromi floreali fini ed eleganti. Schietto e vivace con aromi di agrumi che rimangono in bocca. Un produttore che non conoscevo …molto  interessante

Philipponnat Royale Réserve Non dose’ nel cuore della Champagne-  65% Pinot noir -30% chardonnay e 5% pinot meunier (da uve grand cru e premier cru). Dosaggio assente  lo champagne risulta aggressivo, con note marcate di scorza d’arancia grande freschezza e  mineralita’ persistente,  finale lungo con note di mela verde Eccellente per chi ama la tipologia non dosè. Questo Champagne viene elaborato utilizzando il metodo “solera”.

Philipponnat Royale Reserve Brut predominanza di pinot nero (65%) bollicine fini e abbastanza intense sentori di tiglio miele e agrumi in bocca e’ ampio e abbastanza persistente. Un po’ di dolcezza nel finale. Buono come aperitivo.

Georges Laval Brut Nature (biologico) Cumières – pinot nero pinot meunier e chardonnay bollicine numerose ma non troppo persistenti (ma negli champagnes elaborati con lieviti autoctoni le bollicine sono sempre meno durature) qui si sente proprio la didattica ”crosta di pane “si sentono i frutti bianchi e in bocca e’ bello avvolgente. Sarei curiosa di abbinarlo ad un piatto di crostacei.

Egly Ouriet Brut Tradition Grand Cru Ambonnay- 70% pinot nero (e si sente!) e 30% chardonnay di cui il 50% con vini di riserva Bollicine fini e abbastanza persistenti profumi complessi e di grande intensita’ nel bicchiere e’ una sorpresa continua una continua evoluzione di profumi in bocca e’ sapido deciso e tagliente. Veramente una bella sorpresa

Ruinart Sans annee Reims –  60% pinot nero 40% chardonnay Bollicine persistenti e delicate al naso e fresco e delicato burroso sentori di frutti e fiori bianchi quello che stupisce in bocca e’ la lunga persistenza. Ruinart e’ la piu’ antica Maison della Champagne e fu la prima Maison a trasportare le sue bottiglie in casse di legno.

E finiamo in bellezza ….

Philipponnat Clos de Goisses 2005 – 65% pinot nero 35% chardonnay  questa annata e’ stata dosata in extra brut (4,25 g/l) per non snaturare la vinosita’ e la mineralita’ di questo appezzamento eccezionale. Bollicine fini ed eleganti al naso aromi di frutti bianchi molto fini che evolvono piano piano verso fragranze piu’ tostate in bocca e’ ricco con note di frutta matura  ci vorrebbe piu’ tempo per poter apprezzare la continua evoluzione di questo splendido champagne.

I “Clos” sono tre : il “Clos des Goisses” Clos de Mesnil e Clos de Bollinger

 

Ecco la serata è finita tra assaggi, discussioni e confronti e io sono felicissima di aver fatto un’altra bellissima esperienza e di aver conosciuto dei bravissimi professionisti che hanno contribuito ad arricchire il mio bagaglio di esperienza.   A breve la degustazione n. 2

 

Ndr : Alcuni dati  sono stati forniti da Maison Champagne

IL GENOVESE

Non e’ un locale  dove mangiare solo piatti della tradizione ligure ma anche piatti innovativi e creativi del giovane cuoco. Ottimo il fritto misto alla genovese e ottimo il piatto un pò più “estremo” di gnocchetti di patate viola. Inutile dire che il pesto è veramente buono.

Degne di nota la professionalità  e la simpatia  di Dario e  Federico che seguono i clienti con estrema attenzione e disponibilità. 

IL GENOVESE

Il ristorante si trova nella centralissima Via Galata, al numero 35R a due passi da  Via XX Settembre.

Il locale è aperto pranzo e cena dal Lunedì al Sabato, a partire dalle 12 e dalle 19. E’ possibile effettuare prenotazioni al numero +39 010 8692937 per tutta la giornata a partire dalle 10 del mattino.

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Vila Nova de Gaja

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Vila Nova de Gaja

Porto è una bellissima città che offre angoli incantati, dove vicino ad antichi palazzi si trovano case estremamente moderne.  Una città che sale e scende di continuo;  la città Alta con la Cattedrale,  con i suoi azulejos;   la città bassa,  con le sue viuzze con  i ristorantini più caratteristici rappresentata dal  bellissimo e antico quartiere della Ribeira.

Il Comune di  Vila Nova de Gaja fronteggia proprio il quartiere della Ribeira, con una passeggiata mozzafiato lungo la riva sinistra  del fiume Douro,  dove si possono ammirare le imbarcazioni caratteristiche  i “barcos rabelo”  le barche  che  trasportavano il vino dalle tenute in cui veniva prodotto, sino alla foce del fiume prima che venissero costruite le dighe che hanno reso navigabile il fiume anche per altri tipi di imbarcazioni.

A Vila Nova potete visitare, e le trovate una vicina all’altra,  cantine più o meno famose dove degustare il famoso Porto. Io ho scelto di visitare Sandeman una delle aziende più grandi e note

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Vasconcellos una  Azienda storica meno conosciuta in Italia rispetto alla Sandeman ma molto interessante

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  calemE,  Calem. Anche questa Azienda molto conosciuta in Italia anche se  da noi alcuni prodotti non arrivano, ed è un vero peccato sia dal punto di vista delle confezioni molto accattivanti, che dal punto di vista organolettico.

Da Vila Nova de Gaja ci siamo spostati a Régua  con un treno che sembrava uscito da un film degli anni sessanta. La vista dai finestrini è mozzafiato,  si passa dal caos frenetico di Vila Nova a paesaggi incantevoli, isolati ed  incredibilmente silenziosi. A Régua  abbiamo preso il battello per fare la famosa crociera sul fiume insieme ad un numero imprecisato  di famiglie della zona per le quali questa è una tipica scampagnata domenicale. Le  numerose anse del fiume fanno da cornice a spiaggette tranquille, poco frequentate e più o meno attrezzate dove, in alcuni casi, si possono fare anche numerose attività nautiche.

L’Alto Douro vinicolo è Patrimonio dell’Umanità e il perchè si materializza davanti ai nostri occhi non appena il battello incomincia il suo viaggio.  Paesaggi da togliere il fiato,  vigneti a perdita d’occhio e il verde stupendo …  nel caos delle urla dei bambini e della musica troppo alta che viene dall’altoparlante situato proprio dietro di noi ,  peccato… ma,  è anche questo è uno spaccato degli usi e costumi di questo paese (se volete un pò più di quiete Vi consiglio di non fare  la crociera  il sabato e la domenica!)

Il pranzo si svolge a bordo del battello ed è un’esperienza veramente simpatica. Due i piatti tipici uno a base di baccala’ e l’altro il cozido a la portuguesa (una sorta di zuppa a base di pollo, manzo e maiale  (buono ma un pò pesantino).  I vini serviti sono naturalmente vini tipici della zona il Vinho verde (cosi detto per le caratteristiche di gioventu’ e stile di produzione)  prodotto con uve Alvarinho –  Trajadura – Loureiro e Pedernã un vino fresco leggero  e fruttato, e il Tinta Roriz (o tempranillo) un vino abbastanza strutturato dove more e lamponi maturi sono la caratteristica principale. 

Qualche nota sulle  tecniche di impianto e coltivazione nel Douro che risalgono all’epoca romana: le pendenze elevate delle anse che costeggiano il fiume, costrinsero a edificare terrazzamenti delimitati da muri in pietra secca, (come nelle nostre Cinque Terre),  che si chiamano  “socalcos”. I socalcos più antichi risalgono all’epoca romana e al medioevo quando i monaci cistercensi delimitarono le aree produttive in “quintas”, (grandi poderi dedicati alla viticoltura) o in “casais”  (piccole proprietà rurali). In epoche più recenti i socalcos vennero sostituiti dai patamares, senza muretti in pietra ma con bastioni di terra a gradoni. Le aziende agricole mantengono il nome medievale di quintas per identificare gli appezzamenti abbastanza omogenei per uvaggio e composizione del terreno. Sulle sponde del fiume Douro, è nata la Denominazione di Origine più antica al mondo, quella del Porto, vino liquoroso rinomato e prestigioso sin dal 1756. I vini del Douro,  hanno conquistato negli ultimi anni  un’enorme fama grazie anche agli investimenti per modernizzare impianti e cantine.

AZIENDE VINICOLE DA VISITARE:

A Sabrosa si può trovare una delle cantine “Quintas” più moderne e innovative QUINTA DO PORTAL (realizzata dall’arch. Alvaro Siza Viero) ottimi vini come il touriga nacional, il tinta roriz e  la vendemmia tardiva un blend di malvasia, viosinho e malvasia fina.  Per le visite in piena estate gli orari per le degustazioni sono:  h10.00 – 13h00/ 14,00 – 19,00 con una spesa che va dai 9  ai 12 euro  reservas@quintadoportal.pt    (Tel +351 259 937 +000351 969 519 021)

 A Vila Nova de Gaja: QUINTA DO NOVAL  un’altra azienda molto interessante con un syrah tutto da scoprire,  il “Labrador” minerale, speziato e fruttato. Mi è piaciuto davvero tanto.
Per prenotazioni noval@quintadonoval.pt  (Tel. +00351223770270)
Se volete invece godere di una vacanza a 360 gradi con vino , benessere,  ecc prenotate a “Aquapura Douro Valley” www.sixsenses.com
Fa parte della tenuta vinicola QUINTA DO VALE ABRAOO.
Una casa del XIXº secolo, ristrutturata in modo eccellente. Dispone di  camere e villette circondate da vigne e giardini. Il villaggio turistico si affaccia sul fiume, in mezzo a un paesaggio particolarmente accogliente.
Vi consiglio di prenotare sempre in anticipo le visite alle cantine per non correre il rischio di trovarle chiuse o già in overbooking.

Falsificazione del Prosecco

Consorzio del Prosecco Doc presenta i risultati della campagna anticontraffazione

Circa  400 le denunce di falsificazione del Prosecco. Ecco le specifiche presentate da Stefano Zanette.

Si è tenuta il 30 Giugno la conferenza stampa relativa ai risultati raggiunti dalla campagna del Consorzio del Prosecco Doc per smascherare le contraffazioni che in tutto il mondo tanto portano alla produzione ed alla messa in commercio di falsi Prosecco.

Risultati importanti stando ai dati forniti dal Presidente Stefano Zanette (Presidente del Consorzio), che vedono denunciati circa 400 casi denunciati di falsificazioni.
“Ringraziamo le forze dell’ordine con le quali collaboriamo a livello nazionale e internazionale come Interpol ed Europol, l’Agenzia internazionale delle dogane, e soprattutto le Istituzioni come il Mipaaf e Mise per il prezioso supporto. In particolare – afferma Zanette- ringraziamo l’ICQRF* per l’enorme lavoro svolto. Sono 400 le segnalazioni di irregolarità intercettate in Paesi quali Germania, Regno Unito, Polonia, Olanda, Austria, Irlanda, Svizzera, Croazia, Danimarca, Romania e Spagna – spiega Zanette – Le illegalità, nella maggior parte dei casi sono state riscontrate nel canale web relativamente a errata presentazione di prodotti simili o imitativi del Prosecco. Le principali difformità riguardano la vendita di “falso Prosecco alla spina”, “falso Prosecco in lattina” e “Falso Prosecco rosè”.

Scendendo nel dettaglio, dal 1° dicembre 2014 al 31 dicembre 2015 sono stati segnalati nei Paesi UE, nei Paesi extra UE e su Internet Service Providers (I.H.Ps) 197 irregolarità sul web, siano esse siti o inserzioni.

Dal 1° gennaio 2016 ad 21 giugno 2016 sono stati segnalati nei Paesi UE, nei Paesi extra UE e su I.H.Ps 203 irregolarità

In totale dal 1° dicembre 2014 al 21 giugno 2016 sono stati segnalati dall’ICQRF 400 siti web irregolari/ditte irregolari/inserzioni irregolari per la pubblicità e/o la commercializzazione di falsi vini Prosecco.

*Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari

(Fonte Consorzio del Prosecco Doc )

Quanta pazienza!

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E’ divertente osservare le persone che si siedono a tavola al ristorante, scrutare  i loro visi e cercare di indovinare le loro scelte.

Devo dire che dopo un po’ di rodaggio mi sbaglio raramente e sono arrivata alla conclusione o meglio,  alla decisione,  che queste sono le categorie di “avventori” più diffuse :

L‘affamato,  ordina in fretta quasi senza pensare .. purchè il piatto arrivi velocemente,  ovviamente spazza tutto in un nanosecondo e alla  domanda :

“E’ stato di suo gradimento?”  Ti guarda smarrito e risponde “Che cosa?”

Il finto curioso,  colui che guarda il menu e ad ogni piatto ti fa duemila domande “Come è fatto?” “Quante calorie ha?” “Ha un contorno?” “Secondo lei mi potrebbe piacere?”. (e chenesoio!)  E poi cosa ordina ? Cotoletta con patate fritte …nooo !

A proposito ma quante cotolette mangiano gli Italiani!?

L’indeciso,  quello che chiede agli amici cosa prendono e incomincia a dire: “Si prendo quello che prende lui” “No anzi quello che prende lei” “No mi scusi mi lascia ancora un secondo?”  arrivi dopo un quarto d’ora e lui è ancora lì che analizza il menu, conosce ormai a memoria ogni punto, ogni virgola.. e allora azzardi, gli consigli l’ottimo piatto del giorno, lui dice di si ecco, finalmente ha deciso! Ma….. quando finalmente stai per passare l’ordine alla cucina, ecco che una lampadina  dentro la sua testolina si accende e ti dice: “No scusi prendo il  piatto che ha preso il mio amico” Grr!!! …

Spero per lui che non sia così indeciso anche in altre situazioni …si salvi chi può!

Il salutista, quello che è perennemente a dieta, perennemente attento agli ingredienti, agli abbinamenti …solo cibi genuini… si, come no! I propositi sono buoni ma… incomincia a ordinare e ti dice quasi per scusarsi: “Vabbè la dieta la inizierò lunedì stasera sono con gli amici”  e naturalmente sta a tavola delle ore e non si fa mancare nulla! 

L’ultima categoria non saprei come definirla:  un esercito di persone che non perdono una puntata di un qualsiasi programma televisivo che parli di cucina.   Ah il  potere della TV!       Ha fatto diventare i cuochi dei veri e propri divi da red carpet  e tutti noi dei potenziali e creativi chef  (ehm volevo dire mostri!)… Ma questi novelli improbabili cuochi, copiano, interiorizzano, creano e rivisitano ricette, si sentono già al pari dei loro eroi televisivi. E purtroppo, non contenti di sperimentare nelle proprie cucine,   si recano al ristorante  e analizzano  ogni portata come critici culinari di comprovata e lunga esperienza e commentano sempre con un :

“Questo piatto è facile da fare ma io avrei aggiunto un po’ di …. “  (Eh già penso io …ti vorrei proprio vedere all’opera!)

 

Nella vita normale, “semplicità” è sinonimo di “facile da fare “,ma quando un cuoco usa questa parola, significa “ci vuole una vita per imparare”.
(Bill Buford) *

 HEAT PICCOLO

* Bill Buford  giornalista scrittore americano ha scritto libri sul  mondo della gastronomia: Vi consiglio di leggere “Heat “ divertente e piacevole racconto …di cucina

Salmone d’Estate

salmone okEcco due antipastini estivi veloci ma gustosissimi

Salmone alla Ligure

Ingredienti : una busta di salmone affumicato a fettine – burro q.b. – olive taggiasche – capperi – un ciuffo di prezzemolo – olio EVO

Prendete le fettine di salmone mettete sopra un pò di burro arrotolatele e posizionatele in un piatto da antipasti.  Fate un trito con olive , capperi e prezzemolo e aggiungete un po’ di olio Versate il trito sul salmone sino a ricoprirlo completamente e mettete il tutto in frigo per un quarto d’ora. Decorate con qualche foglia di mentuccia o se non l’avete prezzemolo

Salmone alla Nordica 

Ingredienti per 4 persone : un trancio di salmone fresco da circa 700 gr – sale – il succo di tre limoni, 150 gr di code di scampi sgusciate – un cucchiaino di zucchero- mezzo bicchiere di panna da cucina – 100 gr di capperi  e cetriolini sott’aceto – un ciuffo di dragoncello – olio EVO – foglie di lattuga.

Lavate il salmone e lessatelo in acqua bollente salata, nella quale avrete inserito una parte del succo dei  limoni, per circa 20 minuti.

Fate cuocere intanto a parte,  le code di scampi in acqua bollente salata e addizionata del restante succo dei limoni, per circa 5 minuti. Quindi scolatele e lasciatele raffreddare.

Mettete lo zucchero (ca. 20 gr.)  in una scodella, versatevi sopra mezzo bicchiere di acqua bollente e fatelo sciogliere, unite la panna e mettete il composto ottenuto in frigorifero.

Scolate il salmone e fatelo intiepidire,  togliete la pelle e staccate delicatamente la polpa e preparate una dadolata. Ponete il tutto in  una terrina aggiungete le code degli scampi, i capperi e i cetriolini tagliati a dadini e infine,  il dragocello finemente tritato. Condite  con olio EVO e succo di un limone, mescolate il tutto e aggiungete il composto di zucchero e panna.

Preparate il piatto da portata dove metterete le foglie di lattuga che faranno da contenitore per il composto di salmone,  lasciate il tutto in frigorifero per circa 15 minuti prima di servire.

Abbinamento consigliato:   Verdicchio dei Castelli di Jesi , un vino minerale e sapido che per le sue caratteristiche si sposa bene con questo tipo di piatti piuttosto grassi.

 

 

 

 

 

 

 

Cinque Terre – Giovani Laureati in vigna

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Un pullman carico di ragazzi giovanissimi tutti laureati provenienti dalla Francia dalla Spagna e da ogni parte del mondo, in Italia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza per un master organizzato dall’Ecole Supérieure d’Agriculture (ESA) di Angers (Francia), in collaborazione con gli atenei europei.

Un pullman che si inerpica per  le strade strette di Campiglia con  i paesini di Biasso e Tramonti, sino a raggiungere il punto d’incontro  con Walter de Battè.

Dal Colle del Telegrafo ci  incamminiamo verso i  vigneti di Walter e vorrei trovare le parole per descrivere l’espressione dei ragazzi appena si è aperta la vista sul mare, ci potrei pensare per ore ma non troverei nulla di adeguato… andando via una ragazza francese mi ha detto che non ha mai visto uno spettacolo di colori e paesaggi così bello!

E come darle torto? Mille volte ho visto questi posti ma non ne ho mai abbastanza  e ogni volta mi lasciano senza fiato.

Siamo finalmente arrivati in vigna ai Cerri e qui Walter racconta dei suoi vigneti (qui su questi terreni syrah e  granaccia), ci racconta della fatica e della voglia di abbandonare tutto quando la natura è stata avversa  e dall’amore per questa terra che lo ha convinto invece a non mollare tutto. 

I vigneti nelle Cinque Terre sono storia recente Walter qui è alla decima vendemmia,  gli ettari vitati totali nelle Cinque Terre sono circa 60, quelli  di Walter circa 7.  Una piccola produzione poche bottiglie.

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E si passa alla degustazione:

Carlaz 2012   vermentino in purezza – Gradazione alcolica:  12,5

macerazione di 4 gg sulle bucce,  3 follature al giorno

dopo la fermentazione il vino riposa 2 anni in  acciaio

una volta travasato riposa 6 mesi in bottiglia in orizzontale  prima di essere venduto

L’abbinamento con il pesce e la carni bianche forse è un po’ scontato ma sicuramente con questo vino si può osare qualcosa di diverso…

Cerico’  2011-Granaccia  di due tipologie 85% e syrah 15%  – Gradazione alcolica: 14,5

macerazione per 60 gg in vasche di acciaio inox , lungo affinamento di 2 anni in contenitori di rovere di Slavonia da 550 lt  successivamente all’assemblaggio il vino decanta per 3 mesi prima dell’imbottigliamento.

L’abbinamento consigliato è quello con tartare di carne o di pesce

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Non starò a precisare le caratteristiche dei vini perchè i “giovani degustatori” hanno descritto una moltitudine di gusti e sentori che sarebbe difficile ricordare.

Verso mezzogiorno spuntino veloce in vigna e tra panini, risate e domande su portainnesti e caratteristiche del terreno, è arrivato per loro il momento  di ripartire, controvoglia naturalmente, visto anche il bellissimo sole che la Liguria ci ha voluto regalare.

Per loro oggi incomincia un lungo tour in Italia, in Ungheria e in Spagna attraverso vigneti, i grandi produttori e vini così diversi tra loro ma,  di una cosa sono certa, che questo angolo di Liguria e un personaggio singolare e unico come Walter de Battè , rimarranno nei loro occhi e nel  loro cuore per lungo tempo!

Grazie Walter e grazie all’Università di Piacenza e ai ragazzi che hanno partecipato in tanti ma con grande rispetto ed educazione impeccabile, con attenzione e curiosità

Un  “in bocca al lupo” per il loro futuro e chissà, magari tra di loro un giorno ci sarà un nuovo Walter De Battè

Infine, un ringraziamento particolare va al Prof. Luigi Bavaresco dell’Università di Piacenza e al caro amico ed Enologo Giancarlo Stellini che ha reso possibile lo svolgimento di questa bella giornata con l’auspicio che ce ne possano essere tantissime altre.