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Consorzio di Tutela Ovada Docg

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, nel mese di marzo, il Decreto Ministeriale di Riconoscimento del Consorzio Tutela Ovada Docg con grande soddisfazione dei produttori.

L’entusiasmo dei produttori e una giovane e dinamica  Enoteca Regionale hanno fatto grandi i vini di questa zona e hanno reso Ovada non solo un punto di riferimento per gli eno appassionati ma, una grande realtà vitivinicola.

Un paio di mesi fa ho avuto il grande piacere di essere invitata ad una degustazione alla cieca dove  ho assaggiato tantissimi  vini veramente ottimi che nulla hanno a che fare con quelli che circolavano un po’ di anni fa… (senza nulla togliere… ma erano sicuramente vini un po’ più semplici rispetto a quelli attuali).

Ho trovato alla degustazione,  tanti giovani produttori con la voglia di sperimentare in vigna  e  produttori  un po’ più “tradizionali”  che portano la loro preziosa esperienza tra i filari. Vini diversi tra loro ma con un comune denominatore:  la grande qualità !

Ne approfitto per ringraziare tutti della bella giornata trascorsa!

Quindi, un risultato importantissimo avere un Consorzio di Tutela;   ecco cosa mi racconta il Presidente del Consorzio Italo Danielli:

“Grande soddisfazione per un risultato non scontato, adesso finalmente ..giochiamo in un campionato di professionisti, dove il nostro grande
rosso merita di competere.
Sicuramente sono aumentate le responsabilità, ma soprattutto le opportunità per fare grande il nostro vino e il territorio dove viene
prodotto.
Il lavoro non mancherà ma la “nostra squadra” è fortemente motivata, come cita il Riconoscimento, a tutelare, promuovere e valorizzare l’
Ovada Docg.  La condivisione del progetto, il lavoro, la fiducia e la trasparenza  accompagnate alle grandi potenzialità del nostro vino farà il resto. Un ringraziamento particolare va a tutti gli associati che hanno creduto e condiviso questo percorso”

E io aggiungo …. bevete Ovada Docg !

Consorzio Tutela Ovada Docg   – Vico Madonnetta, 2-  Ovada

e-mail: info@ovada.eu

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Lo zafferano nasce a Genova

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Conobbi Alberto Airenti molti anni fa quando il suo progetto era poco piu’ che un sogno.
Un sogno che ha incominciato a concretizzarsi nel 2016 quando, chiamato per un intervento urgente su terreni del nonno a Fontanegli (GE), Alberto si rese conto di alcuni bulbi che crescevano proprio in quei terreni aridi e trascurati. Da lì la felice intuizione che proprio in quella terra così arida il crocus sativus, meglio conosciuto come fiore dello zafferano, avrebbe potuto trovare il suo habitat naturale.
Oggi la Coop Ghinghinelli non è più solo un sogno, ci sono tre soci: Alberto, Simona e Matteo, e la giovane start up è riuscita in pochissimo tempo ad ottenere la certificazione Biologica con CCPB (CCPB è un organismo di certificazione e controllo dei prodotti agroalimentari e no food ottenuti nei settori del biologico, eco-compatibile, eco-sostenibile. N.d.r..) e la certificazione Genova Liguria Gourmet
genova gourmet
(Genova Liguria Gourmet é il marchio collettivo geografico (MCG) ideato, registrato e garantito dalla Camera di Commercio di Genova per valorizzare e tutelare l´eccellenza e tipicità della gastronomia locale, certificando la “Vera Genova nel piatto”)
Una coop giovane, all’avanguardia, e molto attenta quindi al problema dell’ecosostenibilità tanto che, per il confezionamento del prezioso oro rosso i contenitori utilizzati sono preforme per bottiglie dell’acqua in PET completamente riciclabili.

(altro…)

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Andorra e i suoi vini

 

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La storia della viticultura Andorrana è recente e più precisamente iniziò nel 1984 quando la famiglia Visa-Tor  realizzò i primi innesti con l’impianto di alcuni ceppi di sauvignon blanc, cabernet sauvignon, moscatel e merlot. Solo nel 2004 però ci fu una svolta, con l’impianto di un ettaro circa di gewurztraminer e due anni dopo, con l’aggiunta di altri  ettari. Nel 2006 l’azienda Casa Beal della famiglia Visa- Tor esce sul mercato con il “Cim de Ciel” risultato di un vigneto situato ad una altitudine che oscilla tra i 1050 e 1100 mt s.l.m. con una produzione totalmente biodinamica e un rendimento annuo medio di 900 gr per ceppo (la produzione attuale è di 1500 bottiglie annue)!

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La macerazione sui lieviti di questo splendido gewurztraminer offre al naso profumi inconfondibili di petali di rosa note mielate ed erbe aromatiche,  in bocca è ampio e potente,  non marcatamente aromatico al contrario dei nostri gewurztraminer altoatesini inoltre,  ha una bella alcolicità 13,5° (dichiarati in etichetta…) e’ un vino che costa intorno ai 56/58 euro a bottiglia. L’azienda sta lavorando anche alla realizzazione di un ice wine. (se tanto mi dà tanto….!)

In questo fazzoletto di terra , Sant Julià de Loira, si trovano poche aziende vinicole e, oltre a Visa-Tor troviamo anche l’Azienda Borda Sabatè una bellissima Azienda immersa nel verde.

I vigneti dell’Azienda si trovano a 1100 e 1190 mt s.l.m.;  la produzione dell’azienda inizia nel 2009 con 2 ettari circa. Qui il riesling la fa da padrone,  l’Escol è un riesling pazzesco, un tripudio di fiori bianchi, note minerali e idrocarburi un vino complesso in continua evoluzione nel bicchiere.  questo vino si trova a 48/50 euro a bottiglia per una produzione di 2500 bottiglie annue.

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L’Azienda produce anche un’ottima vendemmia tardiva oltre ad  un  vino rosso che mi è molto piaciuto,  il Torb  (il nome deriva dal vento che in queste zone soffia sulle cime coperte di neve), il vitigno prende origine dal Cornalin (svizzero) E’ un  cornalin al 50% con una percentuale di merlot e syrah.  Un vino potente e strutturato con sentori marcati di  frutti rossi maturi ed una persistenza incredibile in bocca.

Nota doverosa ! I vini dell’azienda sono tutti biologici.

Una piccola porzione di terra  situata sui Pirenei a cavallo tra Francia e Spagna dove la viticultura è decisamente eroica  ….

 

 

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Champagnes sorprese e conferme – Degustazione n. 1

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Lo champagne amato, odiato desiderato… poliedrico nelle sue mille versioni, compagno di ogni festa che si rispetti … Natale, Capodanno e … tra pochi giorni protagonista della festa degli Innamorati

Sono stata invitata a partecipare ad una esclusiva  “tasting room”, e vorrei ringraziare chi  mi ha invitata e soprattutto chi, ha ritenuto che il mio modesto parere potesse essere importante al fine della valutazione di alcuni champagne.

Prima di elencare alcuni degli Champagnes degustati, qualche nota doverosa sulle zone di produzione.

La Champagne beneficia di una doppia influenza climatica (continentale ed oceanica)

Il territorio e’ sufficientemente irto e collinoso per permettere una buona insolazione delle vigne e facilitare il drenaggio dell’eccesso di acqua. Per riassumere, insomma  i tre componenti principali del territorio della Champagne sono:

clima – suolo e sottosuolo – rilievi

 i quali,  creano una combinazione specifica, un mosaico articolato di micro terroirs dalle caratteristiche uniche al mondo ma, diverse nelle varie zone di produzione della Champagne.

In Champagne esistono tre “appellations d’origine controlee”:

l’A.O.C. Champagne –  l’A.O.C. Coteaux Champenois, vini rossi rose’ o bianchi elaborati con le stesse uve dello champagne   – l’A.O.C. Rose’ de Riceys vini rosati tranquilli provenienti esclusivamente dal Comune di Riceys nell’Aube.

Le zone di produzione:

Montagne di Reims 98 Comuni 8238,70 ha di vigneti di cui 25,12% chardonnay 33,62% pinot meunier 41,08 % pinot noir.

E’ il regno del pinot nero,  il suolo, gessoso in profondità assicura un ottimo drenaggio e dona ai vini aromi fini e note di frutti rossi più forti e più colorati rispetto a quelli del sud. Qui il pinot nero e’ potente e di struttura.

Lo sapevate che i crateri di Reims (Patrimonio mondiale dell’Unesco) sono utilizzati come “Caves” dalle Maison di Champagne ? Si tratta di km e km di tunnel sotterranei situati a 38 km di profondita’ risalenti all’epoca gallo-romana  (visitabili su prenotazione…con molto anticipo … alla Maison Ruinart la visita alle caves costa circa 70 Euro comprensiva di degustazione di due champagne. Ed e’ un’esperienza unica ! )

N.b. Les caves quest’anno rimarranno chiuse fino al 17 di marzo quindi se pensate di organizzare un viaggio in quel periodo prendetene nota….

Vallée de la Marne 100 Comuni 11979,70 ha di vigneti di cui 16,41% chardonnay 60,44% pinot meunieur 23,06 % pinot noir.

La zona vicino ad Epernay e’ chiamata Grande Vallée de La Marne. I terreni sono argillosi e calcarei a tendenza marnosa o sabbiosa. I vini qui hanno bouquet fruttati e una elevata morbidezza. Prevalenza di coltivazione di pinot meunier. (A differenza del pinot noir il pinot meunier e’ piu’ rustico e potente)

Cotes des Blancs 58 Comuni 6405,ha di vigneti di cui 84,25% chardonnay 8,22% pinot meunier 7,37% pinot noir.

A sud di Epernay e’ la Regione dei “blanc de blancs” elaborati unicamente a partire da chardonnay . I terreni gessosi assicurano elevate riserve d’acqua e trattengono bene il calore. I vini qui hanno aromi leggeri e delicati e sono fini ed eleganti .

Cote des Bar 63 Comuni 7778,30 ha di vigneti di cui 9,81% chardonnay 3,45% pinot meunier 85,64% pinot noir.

I terreni, marne argillo-calcaree che si alternano a marne prive di calcare. Questo territorio da’ pinot neri leggeri (quelli di cui le Maisons hanno bisogno per dare freschezza alle loro cuvee)

Tipologie di Champagnes:

Sans anées- sono gli champagne piu giovani e freschi i piu’ rappresentativi delle Maison

Millesimati (o Vintage nei paesi anglosassoni) – sono gli champagnes provenienti da una unica annata

Blanc de blancs elaborati con uve unicamente bianche

Blanc de noirs elaborati con uve unicamente a buccia nera pinot noir e/o pinot meunier (ricordate che la polpa di queste uve e’ sempre bianca!)

Rosè realizzati tramite macerazione o con l’aggiunta nella cuvee di vino base rosso o rosato (particolari i Rosè “de saignée” elaborati per salasso del pinot nero e i rose’ “oeil de perdrix” elaborati con breve macerazione del pinot nero)

Crémant viene elaborato con una pressione debole che non puo’ essere inferiore a 3 atm e mezza a 20 gradi centigradi inoltre, viene abbassata la quantita’ di zucchero aggiunto al tiraggio. Il Cremant puo’ essere rose’, millesimato, blanc de blanc e blanc de noir che e’ estremamente raro.

Le cuvées speciali  sono elaborate da alcune Maison e alcuni vignerons . Non ci sono regolamentazioni particolari. Sono cuvée che contengono vini da annate particolarmente vecchie, millesimi particolari, immessi sul mercato dopo 10-20-30 anni o anche piu’. Al fine di sottolineare l’unicità’ di questi champagnes vengono ideati nomi prestigiosi e altisonanti.

Biologici prodotti in piccole quantita’ ma in continua crescita.

Casher elaborati secondo le regole della comunita’ Ebraica

Le fasi di produzione dello champagne le troviamo su qualsiasi sito che parli di champagne per cui ….

 

Conservazione e temperatura di servizio

I produttori consigliano di conservare lo champagne a 10-12 gradi al buio, (l’umidità non nuoce a patto di non essere eccessiva ..) per quanto riguarda la posizione nella quale conservare le bottiglie i produttori ci hanno consigliato di conservarle possibilmente in orizzontale.

La temperatura ideale per il servizio dello Champagne e’ tra i 7 e i 9 gradi. Si possono servire a 10 / 12 gradi gli champagne rose’, i millesimati e gli champagnes “vecchi” che hanno bisogno di aerazione per esprimere gli aromi.

 

Qui sotto il curioso effetto ottico a Mareuil- sur- Ay guardando a sinistra (inclinando la testa)  si vede un flutes,  a destra una bottiglia riflessa sull’acqua.

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Gli Champagnes degustati 

Aubry  Fils Brut tradition  a  Jouy – Les-Rhemes Pinot meunier pinot noir e chardonnay 18-24 m. sui lieviti. Bel Perlage fine e abbastanza persistente note fruttate pesca bianca fresco piacevole Molto elegante

Gaston Chiquet Brut Tradition Vigneti situati in Hautvillers Dizy e Mareuil-sur-Ay.  Pinot Meunier Chardonnay e pinot noir con addizione di vini di riserva provenienti da annate precedenti,  bel perlage bollicine non finissime ma persistenti , marcati sentori di frutta secca (albicocca) bella persistenza e sfiziosa sapidita’.

Leclaire – Thiefaine Blanc de Blancs Sans Année – Vigneti in Avize e Cramant. Chardonnay 100%  Bollicine non troppo persistenti ma fini e numerose aromi floreali fini ed eleganti. Schietto e vivace con aromi di agrumi che rimangono in bocca. Un produttore che non conoscevo …molto  interessante

Philipponnat Royale Réserve Non dose’ nel cuore della Champagne-  65% Pinot noir -30% chardonnay e 5% pinot meunier (da uve grand cru e premier cru). Dosaggio assente  lo champagne risulta aggressivo, con note marcate di scorza d’arancia grande freschezza e  mineralita’ persistente,  finale lungo con note di mela verde Eccellente per chi ama la tipologia non dosè. Questo Champagne viene elaborato utilizzando il metodo “solera”.

Philipponnat Royale Reserve Brut predominanza di pinot nero (65%) bollicine fini e abbastanza intense sentori di tiglio miele e agrumi in bocca e’ ampio e abbastanza persistente. Un po’ di dolcezza nel finale. Buono come aperitivo.

Georges Laval Brut Nature (biologico) Cumières – pinot nero pinot meunier e chardonnay bollicine numerose ma non troppo persistenti (ma negli champagnes elaborati con lieviti autoctoni le bollicine sono sempre meno durature) qui si sente proprio la didattica ”crosta di pane “si sentono i frutti bianchi e in bocca e’ bello avvolgente. Sarei curiosa di abbinarlo ad un piatto di crostacei.

Egly Ouriet Brut Tradition Grand Cru Ambonnay- 70% pinot nero (e si sente!) e 30% chardonnay di cui il 50% con vini di riserva Bollicine fini e abbastanza persistenti profumi complessi e di grande intensita’ nel bicchiere e’ una sorpresa continua una continua evoluzione di profumi in bocca e’ sapido deciso e tagliente. Veramente una bella sorpresa

Ruinart Sans annee Reims –  60% pinot nero 40% chardonnay Bollicine persistenti e delicate al naso e fresco e delicato burroso sentori di frutti e fiori bianchi quello che stupisce in bocca e’ la lunga persistenza. Ruinart e’ la piu’ antica Maison della Champagne e fu la prima Maison a trasportare le sue bottiglie in casse di legno.

E finiamo in bellezza ….

Philipponnat Clos de Goisses 2005 – 65% pinot nero 35% chardonnay  questa annata e’ stata dosata in extra brut (4,25 g/l) per non snaturare la vinosita’ e la mineralita’ di questo appezzamento eccezionale. Bollicine fini ed eleganti al naso aromi di frutti bianchi molto fini che evolvono piano piano verso fragranze piu’ tostate in bocca e’ ricco con note di frutta matura  ci vorrebbe piu’ tempo per poter apprezzare la continua evoluzione di questo splendido champagne.

I “Clos” sono tre : il “Clos des Goisses” Clos de Mesnil e Clos de Bollinger

 

Ecco la serata è finita tra assaggi, discussioni e confronti e io sono felicissima di aver fatto un’altra bellissima esperienza e di aver conosciuto dei bravissimi professionisti che hanno contribuito ad arricchire il mio bagaglio di esperienza.   A breve la degustazione n. 2

 

Ndr : Alcuni dati  sono stati forniti da Maison Champagne

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Vila Nova de Gaja

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Vila Nova de Gaja

Porto è una bellissima città che offre angoli incantati, dove vicino ad antichi palazzi si trovano case estremamente moderne.  Una città che sale e scende di continuo;  la città Alta con la Cattedrale,  con i suoi azulejos;   la città bassa,  con le sue viuzze con  i ristorantini più caratteristici rappresentata dal  bellissimo e antico quartiere della Ribeira.

Il Comune di  Vila Nova de Gaja fronteggia proprio il quartiere della Ribeira, con una passeggiata mozzafiato lungo la riva sinistra  del fiume Douro,  dove si possono ammirare le imbarcazioni caratteristiche  i “barcos rabelo”  le barche  che  trasportavano il vino dalle tenute in cui veniva prodotto, sino alla foce del fiume prima che venissero costruite le dighe che hanno reso navigabile il fiume anche per altri tipi di imbarcazioni.

A Vila Nova potete visitare, e le trovate una vicina all’altra,  cantine più o meno famose dove degustare il famoso Porto. Io ho scelto di visitare Sandeman una delle aziende più grandi e note

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Vasconcellos una  Azienda storica meno conosciuta in Italia rispetto alla Sandeman ma molto interessante

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  calemE,  Calem. Anche questa Azienda molto conosciuta in Italia anche se  da noi alcuni prodotti non arrivano, ed è un vero peccato sia dal punto di vista delle confezioni molto accattivanti, che dal punto di vista organolettico.

Da Vila Nova de Gaja ci siamo spostati a Régua  con un treno che sembrava uscito da un film degli anni sessanta. La vista dai finestrini è mozzafiato,  si passa dal caos frenetico di Vila Nova a paesaggi incantevoli, isolati ed  incredibilmente silenziosi. A Régua  abbiamo preso il battello per fare la famosa crociera sul fiume insieme ad un numero imprecisato  di famiglie della zona per le quali questa è una tipica scampagnata domenicale. Le  numerose anse del fiume fanno da cornice a spiaggette tranquille, poco frequentate e più o meno attrezzate dove, in alcuni casi, si possono fare anche numerose attività nautiche.

L’Alto Douro vinicolo è Patrimonio dell’Umanità e il perchè si materializza davanti ai nostri occhi non appena il battello incomincia il suo viaggio.  Paesaggi da togliere il fiato,  vigneti a perdita d’occhio e il verde stupendo …  nel caos delle urla dei bambini e della musica troppo alta che viene dall’altoparlante situato proprio dietro di noi ,  peccato… ma,  è anche questo è uno spaccato degli usi e costumi di questo paese (se volete un pò più di quiete Vi consiglio di non fare  la crociera  il sabato e la domenica!)

Il pranzo si svolge a bordo del battello ed è un’esperienza veramente simpatica. Due i piatti tipici uno a base di baccala’ e l’altro il cozido a la portuguesa (una sorta di zuppa a base di pollo, manzo e maiale  (buono ma un pò pesantino).  I vini serviti sono naturalmente vini tipici della zona il Vinho verde (cosi detto per le caratteristiche di gioventu’ e stile di produzione)  prodotto con uve Alvarinho –  Trajadura – Loureiro e Pedernã un vino fresco leggero  e fruttato, e il Tinta Roriz (o tempranillo) un vino abbastanza strutturato dove more e lamponi maturi sono la caratteristica principale. 

Qualche nota sulle  tecniche di impianto e coltivazione nel Douro che risalgono all’epoca romana: le pendenze elevate delle anse che costeggiano il fiume, costrinsero a edificare terrazzamenti delimitati da muri in pietra secca, (come nelle nostre Cinque Terre),  che si chiamano  “socalcos”. I socalcos più antichi risalgono all’epoca romana e al medioevo quando i monaci cistercensi delimitarono le aree produttive in “quintas”, (grandi poderi dedicati alla viticoltura) o in “casais”  (piccole proprietà rurali). In epoche più recenti i socalcos vennero sostituiti dai patamares, senza muretti in pietra ma con bastioni di terra a gradoni. Le aziende agricole mantengono il nome medievale di quintas per identificare gli appezzamenti abbastanza omogenei per uvaggio e composizione del terreno. Sulle sponde del fiume Douro, è nata la Denominazione di Origine più antica al mondo, quella del Porto, vino liquoroso rinomato e prestigioso sin dal 1756. I vini del Douro,  hanno conquistato negli ultimi anni  un’enorme fama grazie anche agli investimenti per modernizzare impianti e cantine.

AZIENDE VINICOLE DA VISITARE:

A Sabrosa si può trovare una delle cantine “Quintas” più moderne e innovative QUINTA DO PORTAL (realizzata dall’arch. Alvaro Siza Viero) ottimi vini come il touriga nacional, il tinta roriz e  la vendemmia tardiva un blend di malvasia, viosinho e malvasia fina.  Per le visite in piena estate gli orari per le degustazioni sono:  h10.00 – 13h00/ 14,00 – 19,00 con una spesa che va dai 9  ai 12 euro  reservas@quintadoportal.pt    (Tel +351 259 937 +000351 969 519 021)

 A Vila Nova de Gaja: QUINTA DO NOVAL  un’altra azienda molto interessante con un syrah tutto da scoprire,  il “Labrador” minerale, speziato e fruttato. Mi è piaciuto davvero tanto.
Per prenotazioni noval@quintadonoval.pt  (Tel. +00351223770270)
Se volete invece godere di una vacanza a 360 gradi con vino , benessere,  ecc prenotate a “Aquapura Douro Valley” www.sixsenses.com
Fa parte della tenuta vinicola QUINTA DO VALE ABRAOO.
Una casa del XIXº secolo, ristrutturata in modo eccellente. Dispone di  camere e villette circondate da vigne e giardini. Il villaggio turistico si affaccia sul fiume, in mezzo a un paesaggio particolarmente accogliente.
Vi consiglio di prenotare sempre in anticipo le visite alle cantine per non correre il rischio di trovarle chiuse o già in overbooking.
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Falsificazione del Prosecco

Consorzio del Prosecco Doc presenta i risultati della campagna anticontraffazione

Circa  400 le denunce di falsificazione del Prosecco. Ecco le specifiche presentate da Stefano Zanette.

Si è tenuta il 30 Giugno la conferenza stampa relativa ai risultati raggiunti dalla campagna del Consorzio del Prosecco Doc per smascherare le contraffazioni che in tutto il mondo tanto portano alla produzione ed alla messa in commercio di falsi Prosecco.

Risultati importanti stando ai dati forniti dal Presidente Stefano Zanette (Presidente del Consorzio), che vedono denunciati circa 400 casi denunciati di falsificazioni.
“Ringraziamo le forze dell’ordine con le quali collaboriamo a livello nazionale e internazionale come Interpol ed Europol, l’Agenzia internazionale delle dogane, e soprattutto le Istituzioni come il Mipaaf e Mise per il prezioso supporto. In particolare – afferma Zanette- ringraziamo l’ICQRF* per l’enorme lavoro svolto. Sono 400 le segnalazioni di irregolarità intercettate in Paesi quali Germania, Regno Unito, Polonia, Olanda, Austria, Irlanda, Svizzera, Croazia, Danimarca, Romania e Spagna – spiega Zanette – Le illegalità, nella maggior parte dei casi sono state riscontrate nel canale web relativamente a errata presentazione di prodotti simili o imitativi del Prosecco. Le principali difformità riguardano la vendita di “falso Prosecco alla spina”, “falso Prosecco in lattina” e “Falso Prosecco rosè”.

Scendendo nel dettaglio, dal 1° dicembre 2014 al 31 dicembre 2015 sono stati segnalati nei Paesi UE, nei Paesi extra UE e su Internet Service Providers (I.H.Ps) 197 irregolarità sul web, siano esse siti o inserzioni.

Dal 1° gennaio 2016 ad 21 giugno 2016 sono stati segnalati nei Paesi UE, nei Paesi extra UE e su I.H.Ps 203 irregolarità

In totale dal 1° dicembre 2014 al 21 giugno 2016 sono stati segnalati dall’ICQRF 400 siti web irregolari/ditte irregolari/inserzioni irregolari per la pubblicità e/o la commercializzazione di falsi vini Prosecco.

*Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari

(Fonte Consorzio del Prosecco Doc )

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Quanta pazienza!

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E’ divertente osservare le persone che si siedono a tavola al ristorante, scrutare  i loro visi e cercare di indovinare le loro scelte.

Devo dire che dopo un po’ di rodaggio mi sbaglio raramente e sono arrivata alla conclusione o meglio,  alla decisione,  che queste sono le categorie di “avventori” più diffuse :

L‘affamato,  ordina in fretta quasi senza pensare .. purchè il piatto arrivi velocemente,  ovviamente spazza tutto in un nanosecondo e alla  domanda :

“E’ stato di suo gradimento?”  Ti guarda smarrito e risponde “Che cosa?”

Il finto curioso,  colui che guarda il menu e ad ogni piatto ti fa duemila domande “Come è fatto?” “Quante calorie ha?” “Ha un contorno?” “Secondo lei mi potrebbe piacere?”. (e chenesoio!)  E poi cosa ordina ? Cotoletta con patate fritte …nooo !

A proposito ma quante cotolette mangiano gli Italiani!?

L’indeciso,  quello che chiede agli amici cosa prendono e incomincia a dire: “Si prendo quello che prende lui” “No anzi quello che prende lei” “No mi scusi mi lascia ancora un secondo?”  arrivi dopo un quarto d’ora e lui è ancora lì che analizza il menu, conosce ormai a memoria ogni punto, ogni virgola.. e allora azzardi, gli consigli l’ottimo piatto del giorno, lui dice di si ecco, finalmente ha deciso! Ma….. quando finalmente stai per passare l’ordine alla cucina, ecco che una lampadina  dentro la sua testolina si accende e ti dice: “No scusi prendo il  piatto che ha preso il mio amico” Grr!!! …

Spero per lui che non sia così indeciso anche in altre situazioni …si salvi chi può!

Il salutista, quello che è perennemente a dieta, perennemente attento agli ingredienti, agli abbinamenti …solo cibi genuini… si, come no! I propositi sono buoni ma… incomincia a ordinare e ti dice quasi per scusarsi: “Vabbè la dieta la inizierò lunedì stasera sono con gli amici”  e naturalmente sta a tavola delle ore e non si fa mancare nulla! 

L’ultima categoria non saprei come definirla:  un esercito di persone che non perdono una puntata di un qualsiasi programma televisivo che parli di cucina.   Ah il  potere della TV!       Ha fatto diventare i cuochi dei veri e propri divi da red carpet  e tutti noi dei potenziali e creativi chef  (ehm volevo dire mostri!)… Ma questi novelli improbabili cuochi, copiano, interiorizzano, creano e rivisitano ricette, si sentono già al pari dei loro eroi televisivi. E purtroppo, non contenti di sperimentare nelle proprie cucine,   si recano al ristorante  e analizzano  ogni portata come critici culinari di comprovata e lunga esperienza e commentano sempre con un :

“Questo piatto è facile da fare ma io avrei aggiunto un po’ di …. “  (Eh già penso io …ti vorrei proprio vedere all’opera!)

 

Nella vita normale, “semplicità” è sinonimo di “facile da fare “,ma quando un cuoco usa questa parola, significa “ci vuole una vita per imparare”.
(Bill Buford) *

 HEAT PICCOLO

* Bill Buford  giornalista scrittore americano ha scritto libri sul  mondo della gastronomia: Vi consiglio di leggere “Heat “ divertente e piacevole racconto …di cucina

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